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Aspetti naturalistici del fiume Ofanto PDF Stampa E-mail
I corsi d’acqua rappresentano un habitat ospitale per una ricca comunità di esseri viventi e per tale motivo i sistemi fluviali sono gli ecosistemi in cui si sono maggiormente evidenziati gli impatti, spesso distruttivi, dell’operato dell’azione umana in termini di trasformazione ambientale; quanto più l’habitat del corso d’acqua è vicino alla suo equilibrio naturale tanto più gli elementi che lo costituiscono attivano le loro capacità di autodepurazione delle acque, di contrasto ai processi erosivi e contenimento delle esondazioni.
Nel caso del fiume Ofanto tali trasformazioni, molto evidenti nelle zone altimetricamente più basse, si sono materializzate nel corso dell’ultimo secolo in opere di arginazione delle acque e conversione delle zone di terreno adiacenti all’asta fluviale in insediamenti agrari con progressiva, anche se non definitiva, alterazione dell’ecosistema fluviale consistito nella dispersione della fauna selvatica autoctona e delle vegetazioni spontanee; tutto questo senza tralasciare l’aspetto paesaggistico e culturale che l’Ofanto rappresenta in sé.
Negli ultimi anni numerosi progetti di riqualificazione ambientale ed una accresciuta consapevolezza in termini di protezione dei beni naturalistici hanno portato l’ecosistema Ofanto a autoricostruire un equilibrio naturale: vale la pena ricordare che l’Ofanto è uno degli ultimi corsi d’acqua del territorio nazionale che ospita la lontra (lutra lutra) e gli effetti di tali attività di salvaguardia e riqualificazione hanno consentito alla lontra di colonizzare anche il tratto pugliese del fiume.

La vegetazione
Dal punto di vista della vegetazione, il fiume attraversa nella prima parte del suo corso, un territorio in cui prevalgono le specie dominanti del panorama vegetale submediterraneo costituito prevalentemente da latifoglie decidue, in cui vi è una prevalenze di querce, a quello mediterraneo con prevalenza di formazioni di latifoglie sclerofile. Questo il quadro della vegetazione potenziale, che ha dovuto, purtroppo, tenere conto dello stress biologico che gli interventi umani, concentratisi soprattutto negli ultimi due secoli, hanno provocato sull’habitat originario. Nonostante tutto, nella parte medio-alta del corso del fiume sono presenti ricchi e folti boschi riparali composti da pioppi, salici, frassini,ontani e varie specie di querce (roverella, cerro, leccio). Nel tratto basso del suo corso, in territorio pugliese, il fiume, rallenta il suo corso ed i boschi, sempre più radi, lasciano spazio ad una vegetazione ripariale, molto prossima all’alveo del fiume, dove si possono trovare pioppi bianchi (Populus alba), pioppi neri, salici e olmi oltre a fitti canneti ed insediamenti di piante palustri che occupano la parte spondale del fiume. Tra di esse si annoverano: Calla, Tifa, Menta acquatica, Esedra, Coda cavallina, Lingua di cane, Dente canino, Rovo, Papiro, Rosa canina, Liquirizia.
Discorso a parte merita la vegetazione costiera in prossimità della foce, dove la salinità dell’acqua e le stagnazioni di acque hanno consentito l’insediarsi di steppe salate mediterranee, considerate, data la forte vulnerabilità e il progressivo depauperamento di tali biotipi nel bacino del Mediterraneo, secondo le direttiva europea, un habitat prioritario ai fini della conservazione.

La fauna
La biodiversità originaria del fiume Ofanto, dal punto di vista della popolazione faunistica, ha dovuto subire i condizionamenti che la pressione antropica sull’ecosistema ha provoca nel corso del tempo. La riduzione quantitativa e qualitativa degli habitat fluviali ha provocato una progressiva riduzione della complessità e varietà dell’ecosistema faunistico. Ne è segno evidente la popolazione avifaunistica che è rimasta preponderante, in relazione alla maggiore mobilità strutturale, che ha consentito di poter cercare le condizioni meno problematiche per l’alimentazione e la riproduzione. Tra le specie maggiormente presenti si possono citare tra gli cccelli nidificanti: beccamoscio, pendolino, cannaiola, cannareccione, passero, cardellino, verzellino, gazza ladra, folaga, gallinella d'acqua; tra gli uccelli di passo: nitticore, tarabusi, pittime, beccacce di mare, cannareccione, ballerine bianche e gialle, gabbiani, cormorano, airone cenerino, airone rosso, tuffetto, garzetta, avocetta, cavaliere d'Italia, beccapesci, svasso maggiore, germano reale, mestolone, noriglione, moretta, marzaiola, piro piro, corriere piccolo, tortora, quaglia, cappellaccia, tordo, fringuello, storno; importante è anche la presenza di specie rapaci quali il falco grillaio e il gheppio.
Un dato di notevole rilevanza ambientale è che il fiume Ofanto, nonostante le importanti e determinanti pressioni che le opere antropiche hanno esercitato sul suo delicato equilibrio, è uno dei pochi habitat fluviali in cui prospera la lontra, un mammifero che deve avere trovato nell’habitat dell’Ofanto quelle condizioni particolari rispondenti alle sue peculiari esigenze di sopravvivenza come ad esempio i luoghi di ricovero nei boschi ripariali e cibo costituito dai pesci che popolano il fiume.
Non di trascurabile importanza sono le varietà di pesci, rettili ed anfibi che popolano questo delicato habitat: notevole è la popolazione di carpe, carassi, cavedani, anguille, rane e bisce.
Questi segnali sono un evidente segno che il fiume Ofanto è un habitat che può e deve essere recuperato al suo naturale equilibrio: la ricostituzione e la salvaguardia di una biodiversità così qualitativamente e quantitativamente importante è l’indice di una salubrità del territorio condizione indispensabile per uno sviluppo delle attività umane sostenibili.
 


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